Il sarto Draghi deve tenere conto della gobba

Stupore per i sottosegretari? Ma che vi aspettavate?

Ieri sera sono stati resi noti i nomi dei 39 sottosegretari. Undici per il M5s, 9 per la Lega, 6 per Forza Italia e Pd, 2 per Italia Viva, uno di Leu, uno del centro democratico, e uno di+ Europa. Molta comprensibile agitazione si è verificata allo spuntare dei primi membri del sottogoverno, peraltro ereditati dal precedente governo. Carlo Sibilia sottosegretario all’Interno, Laura Castelli vice ministra dell’Economia, Manlio Di Stefano agli Esteri.

Esaurita l’agitazione, però, chiedo: ma che cosa vi aspettavate? Mario Draghi non fa l’anestesista, deve confrontarsi sibiliamente con il materiale umano che c’è a disposizione. Nemmeno Super Mario può cambiare i rapporti di forza del 2018 o pretendere che il M5s si trasformi in una succursale dell’ENA francese, con le migliori intelligenze del Paese da schierare. 

Non è “il governo dei migliori”, naturalmente, questa è paccottiglia propagandistica frutto però degli stessi partiti non di Draghi. Sono i partiti a descriversi come migliori, ma in Italia - già ne abbiamo parlato altre volte - c’è un enorme problema di selezione della classe dirigente, non solo parlamentare.

I sottosegretari, dunque, non possono che essere lo specchio di quanto offrono la politica e i partiti. Al dunque, bisogna adattarsi, come già suggeriva Giovanni Giolitti in una lettera del 1896 alla figlia Enrichetta:

“Il governo deve mirare a correggere, a migliorare, ma anch’esso è composto di uomini, e l’ uomo perfetto non esiste. Un governo è il portato di secoli di storia, e la peggiore di tutte le costituzioni sarebbe quella che venisse studiata in base a principi astratti e non fosse adatta in tutto e per tutto alle condizioni attuali del paese. Il sarto che ha da vestire un gobbo, se non tiene conto della gobba, non riesce”.

Qui le gobbe sono molte, naturalmente, ma stupirsi della loro esistenza non le farà andare via.


L’elenco, qui: