Notizia personale: nasce il canale delle Pecore Elettriche

Tutti i giorni sull'edizione online della Nazione

Da ragazzino volevo fare lo scienziato, lo decisi alle elementari. Per questo mi iscrissi al liceo scientifico. Andavo matto per le scienze naturali e per la fisica. Poi, a un certo punto, fui fulminato dalla scrittura. Fu un incontro strano, difficoltoso. L’insegnante di italiano delle medie diceva che non sapevo scrivere. Vent’anni dopo l’ho vista in prima fila a un dibattito pubblico a Firenze.

Diceva soddisfatta alla gente intorno che ero stato un suo allievo e che era venuta ad ascoltarmi.

Pubblicai il mio primo pezzo a 16 anni sul Corriere di Firenze, un giornale che oggi non esiste più. Raccontai la vita spezzata di un mio compagno di squadra di calcio. Gionata.

Un giorno arrivai al campo della Guardiana per l’allenamento, a Lastra a Signa, il paese dove sono cresciuto. Non c’era l’erba, c’era la terra e quando pioveva diventava mota. Mi garbava correre sotto la pioggia, ero veloce. Oggi c’è il prato sintetico e buttarsi in scivolata sarebbe meno divertente.

Ridevo, quel giorno, perché non sapevo ancora niente. Simone mi squadrò, era arrabbiato e disse: “Ma non sai niente?”. Gionata è morto. Simone era suo amico. Per me era un compagno di squadra. Avevo già chiara la distinzione, la sua morte fu una labbrata. Gionata aveva smesso di andare a scuola, s’era messo a fare il muratore. Morì in un incidente in motorino.

Eravamo piccoli. Non sapevamo niente. Giocavamo a calcio in un paese della provincia di Firenze.

Oggi ho 36 anni, non gioco più a calcio, ripenso a Gionata e penso ancora di non sapere niente.

Sono passati vent’anni da quell’articolo. Ogni volta che inizio qualcosa di nuovo, mi torna in mente.

Oggi è uno di quei giorni.

In diversi, dopo il congedo dal Foglio, qualche settimana fa, mi avete chiesto: dov’è che potremo continuare a leggerti? Vi dovevo ancora una risposta, per quanto, insomma, qualcosa si intuisse già.

Le Pecore Elettriche - la mia rubrica sulla Nazione in edicola ogni domenica dal novembre scorso - si evolvono e diventano un canale dell’edizione online con articoli, podcast e video. Da oggi, le Pecore Elettriche - accompagnate da una stupenda grafica di Zeno Pacciani - si leggono, si ascoltano e si guardano. Tutti i giorni sull’edizione online della Nazione.

Voglio ringraziare pubblicamente della fiducia la direttrice Agnese Pini, senza la quale le Pecore Elettriche non esisterebbero.