Zingaretti e gli "schiavi" del M5s

Il segretario del Pd parla dei decreti sicurezza di Salvini come se non fosse al governo

Un tempo Nicola Zingaretti non parlava. 

Non diceva proprio niente. 

Intendiamoci, gli è andata bene così. 

Ha vinto tutto, facendo l’eurodeputato nel 2004, diventando presidente della Provincia di Roma nel 2008, conquistando la guida della Regione Lazio nel 2013. 

Poi si è candidato alla guida del Pd e nel 2019 è diventato segretario.

In quel periodo ha dovuto iniziare a dire qualcosa, non fosse altro perché c’erano delle primarie da celebrare e – senza voler esagerare con le parole – delle mozioni sulle quali confrontarsi. Un sacco di lettere a Repubblica sul rilancio del Pd, sullo stato di salute del progressismo italiano. Molte critiche a Matteo Salvini, considerato fondamentalmente un fascista, e al governo Conte 1.

Di tutte le dichiarazioni ce n’è una che ho trovato in archivio che risale al 5 agosto 2019, poco prima della crisi balneare del Papeete.

Diceva Zingaretti:

“Il decreto Salvini è passato, l’Italia è più insicura. Grazie agli schiavi 5 stelle la situazione nelle città e nei quartieri rimarrà la stessa, anzi peggiorerà. Il crimine ringrazia, le persone sono sempre sole e le paure aumentano. Salvini ci campa”.

Poche settimane dopo con gli “schiavi” del M5s, Zingaretti ci ha fatto un governo e ha continuato a indignarsi moltissimo con i decreti Salvini.

“Con la chiusura del lavoro programmatico si è fatto un altro passo avanti per un Governo di svolta. Ridurre le tasse sul lavoro, sviluppo economico, green economy, rilancio di scuola, università e ricerca, modifica radicale dei decreti sicurezza. Ora andiamo a cambiare l’Italia” (3 settembre 2019);

“I decreti Salvini si cambiano, come ha già annunciato la ministra Lamorgese, a gennaio. Forse si sarebbe potuto fare prima ma siamo entrati dentro il tunnel della legge di bilancio e non è stato possibile. Però non chiamiamoli ‘decreti sicurezza’ perché con la sicurezza non avevano niente a che fare. Questo è l’unico governo che ha raddoppiato le risorse per il contratto delle forze dell’ordine e pagato gli straordinari a polizia e carabinieri” (7 gennaio 2020).

Ieri, a SkyTg24, Zingaretti ha aggiunto un’altra forte sortita pubblica contro i provvedimenti dell’ex ministro dell’Interno:

“Mi rifiuto di chiamare i decreti Salvini decreti Sicurezza, perché di sicurezza non avevano nulla. I decreti sicurezza bisogna farli e dovranno essere dei decreti che aumentano la sicurezza nelle periferie, gli investimenti sulle forze dell’ordine e tutto quello che serve per portare sicurezza alle persone”.

Sarà il caso che Zingaretti avverta il segretario del Pd, quello al governo con gli “schiavi”.